La Luminara dei record comincia presto, alle quattro del pomeriggio, nel primo giorno di caldo “africano”, si mettono in moto i 200 addetti tra cui 130 giovani prescelti dal comune attraverso un’agenzia di lavoro interinale per riempire le biancherie dei palazzi con l’aiuto di 40 piattaforme mobili. Di questi tempi un’opportunità di lavoro molto ambita soprattutto per gli studenti dalla nostra città, ma qualcuno arriva anche dalle città vicine, in questo caso il campanilismo passa in secondo piano. Si lavora alacremente, per fortuna il vento è poco rispetto ad altri anni, i pisani hanno fatto la loro parte nel preparare i palazzi privati e la macchina comunale riesce prima dell’imbrunire a piazzare i 120 mila lumini distribuiti su ben 130 palazzi. È questo il primo record: mai così tanti lumini (in cinque anni aumentati del 50%), mai così tanti palazzi illuminati e di conseguenza mai così pochi “buchi neri”. Anche la Torre Pendente, nonostante la “lontananza” dai Lungarni, si veste a festa e torna ad essere illuminata dopo ben undici anni. Ma il record più atteso, il vero termometro della salute della festa, è quello dell’affluenza del pubblico. Superate abbondantemente le 100 mila presenze, la Luminara, grazie anche al fatto che quest’anno cadeva di sabato, ha calamitato l’attenzione non solo di città e provincia ma anche di tutta la regione e oltre, con un incremento di presenze in hotel e ristoranti che ha sfiorato il 100% rispetto all’edizione scorsa. Moltissimi anche gli stranieri arrivati a Pisa con le compagnie low cost e rimasti a bocca aperta di fronte a uno spettacolo unico nel suo genere. Alex e Rachel sono arrivati da Londra con la figlia di 18 mesi “È la nostra prima volta a Pisa, non potevamo scegliere un’occasione migliore, degli amici ci avevano parlato della Luminara ma vederla è un’altra cosa, non si può descrivere l’entusiasmo della gente, è bellissimo!”. Per Petra e Michael dalla Germania si tratta invece della seconda volta “L’avevamo vista dieci anni fa e ci era talmente piaciuta che appena è stato possibile abbiamo voluto tornarci con nostra figlia Laura che proprio a Pisa festeggerà il suo settimo compleanno!”
Alle nove e mezzo, quando già i Lungarni sono stracolmi, si chiude il Ponte di Mezzo. Sopra vi è stato allestito il mastodontico impianto per la musica e per lo spettacolo di luci in 3D. Qualcuno storce la bocca, ha gli amici dall’altra parte dell’Arno e per raggiungerli deve passare dal Ponte Solferino o da quello della Fortezza. Ma i mugugni si stemperano quando ci si avvicina al clou della serata: i fuochi di artificio. O forse sarebbe meglio chiamarlo spettacolo pirotecnico-musicale visto che per la prima volta, dopo una “prova” nell’ultimo Capodanno Pisano, i fuochi sono stati pensati e accompagnati dalla musica. Si parte con l”incendio” della Torre dell’Orologio, poi i fuochi sparati da otto pedane dentro al fiume, così che da qualsiasi punto dei Lungarni se ne potesse godere appieno. Un’idea che verrà ripetuta anche in futuro abbandonando definitivamente i tradizionali fuochi dalla Cittadella che costringevano tutti ad accalcarsi oltre il Ponte Solferino. Ad accompagnarli le colonne sonore di film epici si alternano ad arie di opere famose per culminare nel gran finale del Nessun Dorma della Turandot cantato da Luciano Pavarotti. Parlando di musica dobbiamo segnalare anche l’esibizione del violinista pisano Francesco Carmignani che ha accompagnato i fuochi. Si può quindi parlare di un vero grande spettacolo dove fuochi e musica hanno danzato insieme, incantando per oltre mezz’ora tutti i presenti, anche se vanno registrate una falsa partenza (15 minuti di attesa tra i primissimi fuochi e il resto del programma) e un’acustica da migliorare per chi non era a ridosso del Ponte di Mezzo.
Dopo la mezzanotte ormai da molti anni comincia la festa dei giovani che in tutte le piazze della città ballano fino all’alba. Non si dorme a Tramonatana in Piazza delle Vettovalglie, Piazza Dante e Piazza dei Cavalieri e a Mezzogiorno in Piazza Gambacorti (Piazza La Pera come la conoscono i pisani) e nella rinnovata Piazza Vittorio Emanuele. Non sono mancate le corse al Pronto Soccorso e gli eccessi di alcol ma grazie alla “sorveglianza” di oltre 150 uomini delle forze dell’ordine le cose sono andate meglio che nel recente passato.
Per chi preferisce ancora passeggiare per i Lungarni è questo il momento migliore, la folla è ancora tanta ma un po’ diradata, i palazzi brillano e si rispecchiano sul fiume, il set ideale per far sbocciare un amore. Qualcuno armato di cavalletto scatta le immagini che dal giorno dopo riempiranno la rete. Si nota così la bellissima croce pisana realizzata con i lumini su palazzo Gambacorti, sede del comune, o la scritta (sempre tutta di lumini) Pisa Gloriosa in piazza della Berlina. Due simboli di un orgoglio cittadino mai sopito che ogni anno nel Giugno Pisano si risveglia, e che fa parte di ognuno di noi che siamo nati o che viviamo in questa città.

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