Il Gioco è tornato! Dopo le due edizioni saltate per la pandemia Pisa si è riappropriata della sua manifestazione storica simbolo del Giugno Pisano. Il Gioco del Ponte è ripartito da dove lo avevamo lasciato, da Tramontana che come nel 2019 vince per 4 a 2 conquistando l’ennesima vittoria di questo secolo, dominato dalla parte boreale con 15 vittorie contro le 3 di quella australe. Ma molte cose erano cambiate nel frattempo, il mondo intorno era cambiato, e c’era molta curiosità di vedere come la città e i protagonisti sarebbero ripartiti dopo questo stop forzato. Va detto subito che lo spettacolo c’è stato, il pubblico era numeroso e caldo come ce lo ricordavamo, la sfilata bellissima con i costumi rimessi a nuovo, e le sfide avvincenti. Ma su tutta la lunga serata ha pesato la questione Sant’Antonio, la squadra di Mezzogiorno che non ha sfilato e non si è presentata al carrello per un problema di visite mediche. Non si era mai visto, almeno dalla prima edizione dopo la ripresa, quella del 1982 di cui si celebrava proprio il quarantesimo anniversario, che una squadra non sfilasse e non combattesse. Il casus è nato per una questione di certificati medici di cinque combattenti del Sant’Antonio ritenuti non idonei e comunicati alla parte solo la sera prima della battaglia. La magistratura in aperta contestazione al provvedimento ha deciso di non sfilare e non combattere, regalando in questo modo un punto agli avversari di Tramontana, a loro volta molto arrabbiati per aver visto saltare proprio la sfida della loro squadra regina, il San Michele, imbattuta dal 1998. La confusa situazione del Sant’Antonio si è ripercossa anche sugli orari del Gioco, con la sfilata partita alle 19:30 con mezz’ora di ritardo e i combattimenti addirittura alle 22, un’ora dopo il previsto. Ritardi che, come diciamo da sempre, non aiutano ad avvicinare lo spettatore neutrale, che siano turisti o “vicini di casa”. Peccato perché le cinque sfide sono state davvero molto avvincenti, la più bella ci sentiamo di dire proprio la prima, quando il San Marco con una clamorosa rimonta ha dato il primo punto a Mezzogiorno superando il San Francesco in 15 minuti e 49 secondi. Tramontana si è riportata subito in parità con i Satiri che in soli 2 minuti e 31 secondi si sono sbarazzati dei Leoni. San Martino, la prima squadra di Mezzogiorno, ha riportato avanti la parte australe battendo Calci in 5 minuti e 19 secondi. Poi altra gran bella sfida quella che si è aggiudicato il Santa Maria sui Dragoni in 12 minuti e 16 secondi riportando la parità tra le parti. E arriva il momento del San Michele che sale sul ponte e con grande rammarico scopre che dall’altra parte il Sant’Antonio manda solo la bandiera, senza combattenti. Le polemiche non mancano, da entrambe le parti, fino all’ultima sfida, che arriva dopo la mezzanotte e che sancisce il 4 a 2 definitivo grazie ai Mattaccini che fiaccano la resistenza dei Delfini in 7 minuti e 23 secondi.
domenica 26 giugno 2022
Torna il Gioco del Ponte e si riparte da Tramontana
Il Gioco è tornato! Dopo le due edizioni saltate per la pandemia Pisa si è riappropriata della sua manifestazione storica simbolo del Giugno Pisano. Il Gioco del Ponte è ripartito da dove lo avevamo lasciato, da Tramontana che come nel 2019 vince per 4 a 2 conquistando l’ennesima vittoria di questo secolo, dominato dalla parte boreale con 15 vittorie contro le 3 di quella australe. Ma molte cose erano cambiate nel frattempo, il mondo intorno era cambiato, e c’era molta curiosità di vedere come la città e i protagonisti sarebbero ripartiti dopo questo stop forzato. Va detto subito che lo spettacolo c’è stato, il pubblico era numeroso e caldo come ce lo ricordavamo, la sfilata bellissima con i costumi rimessi a nuovo, e le sfide avvincenti. Ma su tutta la lunga serata ha pesato la questione Sant’Antonio, la squadra di Mezzogiorno che non ha sfilato e non si è presentata al carrello per un problema di visite mediche. Non si era mai visto, almeno dalla prima edizione dopo la ripresa, quella del 1982 di cui si celebrava proprio il quarantesimo anniversario, che una squadra non sfilasse e non combattesse. Il casus è nato per una questione di certificati medici di cinque combattenti del Sant’Antonio ritenuti non idonei e comunicati alla parte solo la sera prima della battaglia. La magistratura in aperta contestazione al provvedimento ha deciso di non sfilare e non combattere, regalando in questo modo un punto agli avversari di Tramontana, a loro volta molto arrabbiati per aver visto saltare proprio la sfida della loro squadra regina, il San Michele, imbattuta dal 1998. La confusa situazione del Sant’Antonio si è ripercossa anche sugli orari del Gioco, con la sfilata partita alle 19:30 con mezz’ora di ritardo e i combattimenti addirittura alle 22, un’ora dopo il previsto. Ritardi che, come diciamo da sempre, non aiutano ad avvicinare lo spettatore neutrale, che siano turisti o “vicini di casa”. Peccato perché le cinque sfide sono state davvero molto avvincenti, la più bella ci sentiamo di dire proprio la prima, quando il San Marco con una clamorosa rimonta ha dato il primo punto a Mezzogiorno superando il San Francesco in 15 minuti e 49 secondi. Tramontana si è riportata subito in parità con i Satiri che in soli 2 minuti e 31 secondi si sono sbarazzati dei Leoni. San Martino, la prima squadra di Mezzogiorno, ha riportato avanti la parte australe battendo Calci in 5 minuti e 19 secondi. Poi altra gran bella sfida quella che si è aggiudicato il Santa Maria sui Dragoni in 12 minuti e 16 secondi riportando la parità tra le parti. E arriva il momento del San Michele che sale sul ponte e con grande rammarico scopre che dall’altra parte il Sant’Antonio manda solo la bandiera, senza combattenti. Le polemiche non mancano, da entrambe le parti, fino all’ultima sfida, che arriva dopo la mezzanotte e che sancisce il 4 a 2 definitivo grazie ai Mattaccini che fiaccano la resistenza dei Delfini in 7 minuti e 23 secondi.
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